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Erbe spontanee nel Cilento

Erbe spontanee nel Cilento

Il Cilento si caratterizza soprattutto per il suo aspetto naturale. La grande biodiversità del territorio ci regala spettacolari prodotti che crescono senza alcun intervento umano, spontaneamente.

Tra queste ci sono, sicuramente, le erbe spontanee che nascono nei boschi e nei prati dei piccoli paesi che caratterizzano il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Grazie alle sue aree verdi, ai fiumi e alle dolci colline il Cilento è veramente una fonte inesauribile di prodotti gastronomici d’eccellenza ma anche di prodotti, come le erbe spontanee, che, oltre ad essere buone da mangiare, hanno anche , molti buoni da mangiare e dalle grandi potenzialità terapeutiche.

“Un terzo delle piante presenti in Italia vive sul nostro territorio – ha spiegato l’esperta di erbe cilentane Dionisia De Santis– e almeno altre 50 non sono segnalate”. Tante crescono spontaneamente nei terreni incolti, e le contadine sanno bene dove trovarle passeggiando i sentieri di campagna o vicino ai rovi. Tra queste citiamo:

  • Lamio,
  • finocchio,
  • aglio,
  • bugola,
  • malva,
  • crisantemo,
  • sulla.

Salendo nei boschi, tra il massiccio degli Alburni e il gruppo montuoso del Monte Cervati e del Gelbison, si scoprono grandi varietà di specie arboree ed anche di essenze forestali come l’acero di Lober, l’ontano napoletano e l’acero napoletano, preziose tipicità dell’Appennino meridionale.

Proprietà delle erbe spontanee del Cilento

Conosciamo insieme quali sono le caratteristiche e le proprietà di alcune delle più note erbe del Cilento. Non parliamo solo di abbinamenti gastronomici, a cui comunque arriveremo, ma soprattutto di qualità terapeutiche.

Lamio

 Il Lamio è conosciuta soprattutto come falsa ortica, al contrario di questa ultima non punge e si trova comunemente nelle are verdi e dove c’è un abbondante vegetazione. Tra i suoi principi attivi ci sono:

  • tannino
  • glucoside
  • mucillagini
  • flavonoidi
  • iridoidi
  • saponine

Il Lamio ha proprietà astringenti e decongestionanti, sedative ma anche espettoranti (favorisce la liberazione dei bronchi), depurative e toniche dell’organismo.

Bugola

Se dell’aglio e del finocchio selvatico sappiamo tutto, meno conosciuta è la Bugola. Nota anche come ì erba di San Lorenzo o erba Lorenza, è un sempreverde che cresce spontaneamente in campagna, Ottime sono le sue proprietà curative legate soprattutto alla funzione astringente e antinfiammatoria.

I suoi principi attivi sono:

  • tannini,
  • saponine,
  • olio essenziale,
  • flavonoidi e principi amari,
  • colina.

Persino l’omeopatia si avvale dei benefici di questa pianta per la cura della pelle e dei capelli. Nell’uso contadino e popolare veniva utilizzata contro le emorragie, la pressione alta o le intossicazioni legate al fegato.

In cucina può essere usata per variegare un’insalata o nei minestroni di verdure.

Crisantemo selvatico

Da non confondersi con una varietà della margherita, il crisantemo giallo è un fiore molto comune nelle campagne cilentane, e nasce fino a 600 metri di altezza.

La pianta è molto aromatica, cresce fino al metro e venti di altezza e può essere usata anche in cucina. I suoi giovani germogli e le foglie, infatti, vengono usate per insaporire pietanze ed è tipico della cucina asiatica. L’uso più semplice è l’infuso dei fiori essiccati conosciuto come “the di crisantemo”.

Tra le sue proprietà terapeutiche annoveriamo, invece, le stesse proprietà della camomilla:

  • antispasmodiche,
  • febbrifughe,
  • emmenagoghe,
  • antinevralgiche,
  • antiallergiche.

Sulla o erba lupina

La Sulla è anche nota come lupinella selvatica o erba lupina. Molto nota fra i contadini è impiegata per preparare tortini, frittate e zuppe varie. Ad essere usate sono le foglie e i  fiori.

Sono infatti straordinarie le proprietà nutrienti di questi fiori. È però anche usata in erboristeria soprattutto per le sue funzioni: astringenti, vitaminizzanti e per l’azione di contrasto al colesterolo. 

Il nettare che i rossi fiori contiene è particolarmente dolce, ecco perché le api ne vanno ghiotte e ne producono un buon miele.

Si tratta di un prodotto più liquido e chiaro che cristallizza dopo poco tempo dalla smielatura. Sia al gusto che all’olfatto è percepito come delicato con un sentore fruttato di albicocca o pesca.

Non è difficile da trovare basta girare per i campi cilentani.

Le erbe spontanee del Cilento da scoprire

Queste sono solo alcune delle erbe selvatiche che il territorio cilentano custodisce. Molte altre piante, più o meno note, possono arricchire i vostri piatti o donare gusto e profumo ai vostri piatti. Come scoprirle tutte? Sicuramente un buon inizio è quello di acquistare il testo “Piante spontanee nella tradizione erboristica Mediterranea” di Dionisia De Santis ideatrice e responsabile di “Zephiro”, un Centro Studi per la Flora Spontanea e per le Arti Erboristiche Mediterranee.

Spedizione gratuita assicurata in Italia a partire da 99€ ed in Europa a partire da 129€.
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