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Cilento Blog

Dolci cilentani - scauratielli

I dolci cilentani

Il Cilento e le sue tradizioni culinarie

Come ogni regione italiana, anche in Campania sono numerose le tradizioni culinarie che si tramandano di generazione in generazione.

All’interno della regione stessa esistono notevoli differenze tra le province ma anche tra i singoli paesi. Il Cilento è una “regione” campana costituita da circa 80 piccoli comuni ed ha una propria storia e una propria cucina caratterizzata soprattutto dall’uso dei prodotti della terra e dalla cultura contadina.

Scopriamo insieme alcuni dei dolci cilentani delle feste meno noti.

Le Pastorelle di Cuccaro Vetere

Cuccaro Vetere è un piccolissimo comune della provincia di Salerno che conta poco più di 500 abitanti. Il termine greco Cocheros, cui deve il nome, significa cocuzzolo e sta a sottolineare la posizione dominante di questo paese sule vallate che digradano verso Palinuro.

In questo piccolo borgo cresce e regna un albero tra i più longevi: il castagno. La diffusione di questa pianta fu ad opera dei Greci e, successivamente, dei Romani. Furono però i monaci a coltivarla per la prima volta e a cucinarne e conservarne i frutti.

Da allora, gli abitanti hanno sfruttato l’albero sia per il legno che per come risorsa alimentare. Uno degli usi più tradizionali della castagna è quello all’interno di un dolce tipico della zona cilentana, la pastorella.

La forma frastagliata richiama quella delle stelle di Natale e vengono decorate con i mille colori dei “diavoletti” che ricordano le luci natalizie.

La farcia è realizzata mixando cioccolata, castagne e caffè, aggiungendo aromi e frutta a piacere per un composto che risulti morbido. La sfoglia leggera che chiude le pastorelle è aromatizzata con liquore dolce o vino spumante. Una volta chiusi vanno fritti e, da freddi, conditi con miele fuso e piccoli confetti colorati.

Cannoli cilentani

Meno noti dei famosi Cannoli siciliani, i cannoli del Cilento si caratterizzano, ancora una volta per l’uso di prodotti locali e contadini.

All’interno con crema di mandorle si sostituisce  la crema pasticcera fatta con le uova delle galline e il latte delle mucche. Tutti ingredienti disponibili nelle aree rurali.

In genere si realizza nelle due versioni, crema classica e crema al cioccolato. La sfoglia è quella dei cannoli siculi sottile e croccante con le caratteristiche bolle.

Una volta stesa e arrotolata la pasta questa va fritta in abbondante olio e, solo una volta fredda, farcita con la crema aiutandosi con una sac’a poche. Servite con zucchero a velo.

Zeppoline di Natale? No! Scauratielli

Simili a delle piccole zeppole ma dal colore assai più chiaro, gli Scauratielli sono tra i dolci cilentani prodotti nel periodo di Natale ma anche di Canevale.

Fritto e ricoperto di miele e zuccherini colorati questo tipo di dolciume è facilissimo e veloce da preparare. La produzione degli scauratielli si collega all’antica usanza greca di celebrare il solstizio d’inverno preparando dei dolcetti al miele molto simili. Venivano preparati per celebrare l’inizio della nuova stagione e avevano la forma di un’Alfa (α) e di un’Omega (ω), la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco. Possiamo, quindi, affermare che questo dolce risale al VI-VII secolo a.C., ai tempi in cui fu fondata Paestum dai Sibariti, discendenti degli Achei.

Nell’antica ricetta erano decorati con foglie di alloro o rosmarino, a cui si sono poi aggiunti i confettini colorati.

Un passaggio fondamentale è quello che prevede la bollitura degli scauratielli, anche se oggi, molti cilentani, li preparano a freddo e li friggono direttamente in olio bollente. Questo passaggio, tra l’altro dà il nome al dolce dal termine dialettale “scaurare” ovvero bollire.

La Pizza aroce

Questa tipica torta cilentana prende in prestito il nome del piatto per eccellenza della cucina italiana, la pizza.

In realtà il termine dialettale “pizza” è usato anche per indicare torte dolci, in questo caso si tratta di un  classico delle feste. La torta per i cilentani è, infatti, una sola la “pizza aroce”.

Le sue origini sono antichissime e risalgono a qualche secolo fa. La base è costituita da un Pan di Spagna, generalmente per la realizzazione si adotta un’unità di misura molto semplice: per ogni uovo impiegato, si associa un cucchiaio di farina ed uno di zucchero. La lavorazione è piuttosto lunga soprattutto perché le uova vengono sbattute a mano. Più aria si riusciva ad incorporare, migliore sarebbe stato il risultato.

Una volta diviso il pan di spagna in due dischi, si farcisce con crema pasticcera ma il vero tratto distintivo della torta aroce cilentana è la glassa che la decora. Si cola sulla torta e conferisce il classico colore bianco, una emulsione di zucchero ed acqua.

Anticamente si aggiungevano pezzi di ciliegia per completare la decorazione, dalla metà del secolo scorso si guarnisce con i colorati confettini colorati che la rendono riconoscibilissima.

Questi sono solo alcuni dei dolci cilentani tipici, la sua storia e la molteplicità dei suoi influssi fanno di questa terrà un vero coacervo di tradizioni culinarie che l’hanno resa anche la patria della Dieta Mediterranea.

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