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Il torrone del Cilento

Storia, consigli, ricette e dove acquistarlo

Il torrone cilentano non è fra i più noti. Nel territorio campano, per esempio, sono più conosciuti i torroni del beneventano e dell’avellinese.
Eppure il torrone cilentano ha origini antiche e contadine. Nato nelle zone rurali di quello che è oggi il Parco Nazionale del Cilento è sempre stato prodotto con nocciole nostrane o mandorle.

Anche le mandorle, tipico frutto arabo, sono giunte nel sud dell’Italia sin dalle prime invasioni saracene. Nel territorio cilentano, dunque, il frutto secco era già ben noto e veniva utilizzato per i Murzelletti, piccoli biscotti alle mandorle, oppure per la più nota pasta reale.

Si trattava di una pasta di mandorle glassata che era tipica dei banchetti di nozze. Scopriamo insieme la storia del torrone e i suoi magici ingredienti.

La storia del torrone

Anche per il torrone la tradizione parla di origine araba. In un trattato dell’XI secolo un medico arabo cita il ‘turun’ come uno dei prodotti tipici. Sono stati a diffonderlo lungo le coste del Mediterraneo, in particolare in Spagna e in Italia.

La città che vanta la tradizione del torrone più antica è sicuramente Cremona. Fu, addirittura, servito al banchetto di nozze fra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti. Il nuovo dolce fu modellato sulla forma del Torrazzo, la torre campanaria della città, da cui prese il nome.

Ma come giunse il torrone nella nostra regione?

Il torrone in Campania

La “cupedia” o “cupeta” è ritenuta l’antenata del torrone di Benevento e le sue origini risalgono al tempo dei Romani: secondo alcuni scritti di Tito Livio, il prodotto era tipicamente sannitico mentre il poeta latino Marco Valerio Marziale, lo annovera come uno dei 5 prodotti rappresentativi di Benevento nel I secolo usando anche il termine “cupedia”. Il termine sembra derivare proprio dal latino e significa “desiderata”.

Gli ingredienti della cupeta sono il miele, l’albume d’uovo, le mandorle o le nocciole, amalgamati tra loro e cotti a bagnomaria.

Prendono il nome da queto dolce anche i suoi realizzatori detti, appunto, “cupetari”, venditori ambulanti di torrone.

Torreo in latino significa abbrustolire, e anche questo termine potrebbe essere all’origine della parola torrone. Ci si riferirebbe, in questo caso, alla tostatura delle nocciole e delle mandorle, una sorta di versione più sofisticata della cupeta, ricoperto da naspro o grana di zucchero.

A partire dal XVII secolo il torrone viene diffuso in tre varietà:

  • con copertura al cioccolato, limone o caffè;
  • arricchito con confetti cannellini;
  • con una composizione di zucchero e frutta candita

Nel XIX secolo nasce il famoso “torrone della Regina” pensato per il Re Ferdinando I di Borbone.

Ricetta originale del torrone

La versione cilentana classica è quella del torrone bianco con nocciole del territorio. Il procedimento originale tradizionale  prevede come ingredienti di base: miele, bianco d’uovo e nocciole.

Nella torroniera miele e zucchero vengono riscaldati fino a 80°C e, mentre la torroniera viene fatta girare velocemente, si aggiunge l’albume d’uovo sciolto in acqua, preparato anticipatamente.

La torroniera, a questo punto, viene posta alla velocità minima per l’aggiunta di zucchero a velo e nocciole  preriscaldate.

Questo è un passaggio necessario perché il frutto abbia la stessa temperatura dell’impasto. Possono essere aggiunti aromi naturali come la buccia di limone.

Il tutto avviene utilizzando grosse lastre che vengono poi spaccate in pezzi e confezionati.

Dove acquistare il torrone cilentano?

Le piccole botteghe artigianali e di prodotti tipici sono il luogo ideale per assicurarsi di assaggiare un prodotto davvero originale.

La casa dove si produce ampiamente secondo la tradizione, è una fonte privilegiata cui attingere per saggiare questo dolce.

Certamente il modo più semplice e veloce è acquistare il torrone tradizionale del “Torrificio dei nonni”, in vendita su Cilento Commerce. Si tratta di un prodotto composto solo da elementi naturali e da mani sapienti impegnati in questa produzione dal 1930. Un prodotto certificato come 100% italiano.

La varietà campana in occasione “dei morti”

Una chicca su questo dolce ci viene dalla festività dei Morti. In questa occasione, infatti, si usa preparare il “torrone dei morti”, molto diverso rispetto al torrone classico duro. Si tratta di una varietà simbolo dei doni che i defunti portano dal cielo e che è, allo stesso tempo, un’offerta che i vivi donano alle anime per il loro ultimo viaggio. Il torrone dei morti è morbido e a base di cioccolato, per le loro origini, la versione piccola viene anche definita “morticielli”. La loro forma somiglia, infatti, ad una cassa da morto, ma vengono anche chiamati “muolli” parola per la loro consistenza.

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