Vendemmia cilentana - Cilento Commerce

La Vendemmia nel Cilento tra passato e presente

Settembre 23, 2022 By Cilento Commerce Non attivi

La vendemmia nel Cilento è il momento più atteso per i contadini, perché finalmente possono raccogliere i frutti di un lungo lavoro durato un anno intero. Essa, non solo in passato, ma anche oggi, ha sempre avuto un forte valore economico e soprattutto antropologico.

Il vigneto richiede infatti, tutta una serie di attività, come ad esempio: la potatura, la lavorazione del terreno, dove si smuovono le zolle di terra per riattivare il suolo, i trattamenti antiparassitari, ed infine, la tanto attesa vendemmia. Ognuna di queste attività comporta dei costi in termini di denaro e di fatica.

La vendemmia cilentana in passato

Fin dai tempi passati le famiglie cilentane hanno ricevuto un forte sostentamento dalla vigna, la compensazione al duro prodigarsi di un intero anno. Ma il lavoro nella vigna, non aveva solo un forte valore economico, era anche una forma di aggregazione, convivialità e socializzazione.

I giorni della vendemmia iniziavano al mattino presto, dove i contadini con le famiglie intere, bambini compresi, si riunivano nella vigna per programmare la giornata. Era il momento dell’anno in cui tutti insieme, amici e parenti, lavoravano per lo stesso obiettivo: la raccolta dell’uva. Si aiutavano a vicenda, l’atto della reciprocità ha in sé un forte valore sociologico, infatti vivevano quelle giornate, se pur di lavoro, in allegria, come una grande famiglia.

Si ritrovavano tutti in vigna, armati di coltelli o forbici per partire alla volta del taglio dell’uva. I lavori erano così divisi: il ruolo delle donne era quello di tagliare l’uva e di riempire i contenitori che venivano poi trasportati dagli uomini. Ai bambini, che vivevano questo momento come una festa, era riservato il compito di trasportare i contenitori vuoti che potevano essere ceste o cassette.

Durante la raccolta, tra i filari si sentivano le mamme, nonne o zie, urlare a gran voce di aver bisogno di contenitori vuoti da riempire. E i bimbi in una gran corsa tra le zolle e qualche caduta, correvano felici per adempiere al compito tanto importante per loro.

Lavoravano duramente perché i mezzi a disposizione erano pochi, ma al tempo stesso, felici, una felicità che chi ha avuto l’onore di godere può ritenersi fortunato.

La preparazione alla vendemmia nel Cilento del passato

Ma facciamo un passo indietro, prima di arrivare al giorno in cui si vendemmiava, c’era un gran da farsi. Nei giorni precedenti, si iniziava dal lavare tutta l’attrezzatura che serviva per la preparazione del vino. Un tempo i tini usati erano di legno, e prima di utilizzarli si bagnavano. Questa operazione si ripeteva più volte al giorno poiché il legno con l’acqua tendeva a gonfiarsi e quindi dopo una settimana i tini di legno per l’uva diventavano completamente stagni. Solo allora si aveva la certezza che potessero contenere il vino senza paura di perdite. Tutta questa preparazione durava circa una settimana, dopo la quale si procedeva con la vendemmia.

Una volta terminata la raccolta, l’uva veniva trasportata nei tini, dove si procedeva con la pigiatura, quest’ultima fatta con i piedi, accuratamente lavati. Anche questa fase era una festa per tutti i bambini che si divertivano a pigiare l’uva con i papà e con i nonni. I tini erano muniti di un foro dal quale fuoriusciva la spremitura dell’uva che cadeva in una tinozza sottostante. La fase successiva era quella della fermentazione che durava circa dieci giorni. In questa fase, fondamentale era l’affondamento della vinaccia, che richiedeva la presenza costante del contadino.

Si passava poi alla torchiatura. La vinaccia veniva posta nello” stringituro”, ovvero in un torchio dove veniva spremuta, per recuperare tutto il succo possibile. Il mosto, diventato vino, veniva quindi ripulito dalla vinaccia e posto a maturare nelle botti. Finalmente il duro lavoro aveva prodotto il giusto risultato, il tanto atteso vino considerato oro prezioso.

La vendemmia nel Cilento oggi

La vendemmia in Cilento oggi, rappresenta sempre un momento importante dal punto di vista economico, ma la vigna se pur lavorata con maggiori attrezzature richiede, come in passato, uno sforzo in termini di denaro e fisico. Quello che oggi è cambiato è che essa è diventata sempre più meccanizzata, perdendo un po’ il senso di aggregazione e socializzazione che aveva nel passato.

Tutto è quindi meccanizzato, dalla raccolta alla pigiatura che non avviene più con i piedi, come una volta, ma con le macchine. Nemmeno le strade dei paesi cilentani profumano di mosto come un tempo.

La fortuna del Cilento è quella di avere ancora tanti paesini che praticano la vendemmia come un tempo, dove l’uva viene tutt’oggi raccolta con le mani. Ci sono ancora i bei momenti di socializzazione, dove anche il semplice pasto consumato in vigna durante la pausa pranzo, sulle cassette ribaltate per formare un tavolo è un momento importante. In questi territori, le strade mantengono ancora il forte odore di mosto in fermentazione.

Ci sono paesi cilentani che tramandano le tradizioni alle nuove generazioni per mantenerle vive negli anni. E ci sono molti giovani oggi che hanno preso le redini in mano delle loro aziende agricole familiari, e creato cantine vitivinicole cilentane che producono vini cilentani di alta qualità. Se ti abbiamo incuriosito, vieni a visitare il Cilento, un luogo che pullula di tradizioni e storia, dove puoi gustare un’ottima bottiglia di vino, acquistata sul nostro shop on-line, magari al tramonto nelle vigne cilentane.