Calzone con erbe spontanee

Pasqua nel Cilento: tradizioni e luoghi da non perdere

Marzo 31, 2022 By Cilento Commerce Non attivi

Il Cilento e le sue antiche tradizioni, tra riti e ottimo cibo!

La Pasqua è la principale festa per i cristiani, essa celebra la Resurrezione di Gesù. La data della Pasqua varia ogni anno, seguendo i cicli lunari, e cade la domenica successiva al primo plenilunio della stagione primaverile dopo l’equinozio di primavera.

Quando la natura si risveglia dal letargo invernale, rinascita della natura dunque, ma anche Resurrezione di nostro Signore.

Durante questo periodo sono tanti i riti e le tradizioni popolari che nel Cilento si rispettano. Oltre alle canoniche celebrazioni sacre, sono numerosissime infatti le usanze tipiche del nostro territorio tramandate di generazione in generazione in occasione della Settimana Santa.

Andiamo a scoprirle.

Le celebrazioni pasquali tipiche del Cilento

Con l’inizio della Quaresima si preparano i germogli di grano. I chicchi di grano, insieme ad altri legumi, come ceci, lenticchie, fagioli, vengono depositati all’interno di contenitori con dell’acqua, chiusi al buio, innaffiati di tanto in tanto, fino al Giovedì Santo. Giorno in cui, vengono portati in chiesa per abbellire il Santo Sepolcro. Le celebrazioni iniziano con la Domenica delle Palme.

La Domenica delle Palme, detta anche Domenica della Passione del Signore. È la domenica precedente alla Santa Pasqua, giorno in cui si celebra il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme, accolto dalla folla festante che agita rami di palma, simbolo di acclamazione e regalità. Data la scarsa reperibilità delle palme, nel Cilento, così come nel resto d’Italia, si è soliti usare rametti di ulivo, che vengono benedetti dal sacerdote durante la celebrazione liturgica e poi utilizzati dal capofamiglia nel giorno di Pasqua per benedire a sua volta la tavola imbandita. Ci sono paesini in cui, c’è chi, ancora oggi conserva la tradizione di addobbare i rametti di ulivo con fiorellini di carta pesta, o con caramelle e cioccolatini, da consumare dopo la benedizione.

Dolci di Pasqua tipici cilentani

I primi giorni della Settimana Santa, sono dedicati alla preparazione dei dolci tradizionali, e in ogni famiglia cilentana che si rispetti non può mancare la pastiera, un dolce di pasta frolla con un ripieno fatto a base di ricotta, uova, aroma fiori d’arancio, frutta candida, grano cotto e vaniglia. L’origine di questo dolce è antichissima, risale addirittura a tradizioni pagane, celebranti il ritorno della primavera. La pizza chiena, una pasta frolla ripiena con uova sode, formaggio fresco di capra, formaggio grattugiato, soppressata, un insieme di formaggi e salumi tipici del Cilento, la pizza di riso, fatta con grano cotto nel latte e riso lessato.

I calzoni pasquali, sia quelli ripieni con riso, uova e formaggio, sia quelli ripieni con erbe di campo e cipolla, la tennerata, un dolce realizzato con rigatoni cotti al dente, amalgamati con latte, formaggio fresco, buccia grattugiata di limone, uova e zucchero.

Ogni territorio ha le proprie tradizioni, ragion per cui, gli ingredienti possono variare, restando però sempre prodotti genuini e tipici cilentani. E tantissime altre specialità, tutte da scoprire, visitando questi luoghi ricchi di storia e tradizioni.

Il Giovedì Santo

La fine della Quaresima è segnata dalla celebrazione dell’ora nona del Giovedì Santo. Essa prende vita dal rito della visita ai ‘Sepolcri’, allestiti nelle chiese di tutte le città per conservare con la dovuta solennità la Santissima Eucarestia, istituita da Gesù durante l’ultima Cena. Il numero delle chiese da visitare deve essere sempre in numero dispari, generalmente tra 5 e 7. Le visite vengono accompagnate da lunghi canti e preghiere.

Durante la messa del Giovedì Santo, detta Messa in Cena Domini, si svolge il rituale della lavanda dei piedi, dove il sacerdote lava simbolicamente i piedi agli Apostoli, ovvero a fedeli che si prestano a svolgere il ruolo di essi nella rappresentazione. Riproponendo così, il gesto che fece Gesù, nell’ultima cena, gesto che simbolicamente indica il dovere dello schiavo verso il padrone, del figlio verso il padre.

Il Venerdì Santo

Le processioni del Venerdì Santo sono molto sentite nel Cilento. Si tratta di una tradizione forse importata dalla Spagna e che rievoca la Passione di Cristo attraverso dei cerimoniali, detti “misteri”, che si snodano per le vie cittadine tra fiaccolate, penitenti incappucciati, struggenti melodie sacre e rappresentazioni simboliche. Il Venerdì Santo le campane non suonano, in segno di lutto.

In alcuni paesi l’unico suono che si sente, è quello della “Zirra” uno strumento liturgico sacro, il cui suono rievoca le sofferenze provate da Gesù durante il suo calvario. Le campane riprendono a suonare il Sabato Santo, il loro suono in questo giorno annuncia la Resurrezione.

Solo in alcuni borghi è conservata l’usanza della benedizione dell’acqua e del fuoco effettuata dal sacerdote alla fine della messa del Sabato Santo, mentre è comune a tutti l’apoteosi e il giubilo della Domenica di Pasqua, manifestata, dopo la celebrazione liturgica, in tutte le case soprattutto con abbondanti pranzi, ricchi di specialità cilentane.

Il lunedì di Pasquetta nel Cilento

E, per concludere, tradizione vuole che il lunedì di Pasquetta sia dedicato alla scampagnata per divertirsi tra grigliate all’aperto e passeggiate rilassanti. In queste scampagnate non può assolutamente mancare un cesto da pic-nic pieno dei prodotti tipici del Cilento, si potrebbe optare per un antipasto a base di caciocavallo, capocollo, soppressata, pancetta, salsiccia, arricchito con le tante conserve tipiche cilentane, come i pomodori secchi sott’olio, o la crema di asparagi selvatici, tutte rigorosamente preparate con olio evo tipico della zona, e con dell’ottimo pane, preparato con farine a km zero.

Un cesto che si può arricchire con un bel piatto di pasta, come scazzatielli o fusilli, magari per comodità preparati a casa, cotti al forno con un’ottima conserva di pomodoro e formaggi tipici, e siccome non ci si fa mancare nulla, si potrebbe riempire questo cesto con i tanti dolci cilentani, il torrone, i famosi fichi bianchi del Cilento, preparati in svariati modi, e tanto altro. Il tutto accompagnato dagli eccellenti vini che ogni territorio offre.

E in quanto a luoghi incantevoli in grado di soddisfare tutte le esigenze, il Cilento offre l’imbarazzo della scelta!